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da isortoq a kangerlussuaq...600 chilometri in 32 guironi

Alle 9 del mattino partiamo sotto una coltre di nuvole grigiastre. La fatica è tremenda; dormiamo anche 8 ore, ma il nostro corpo a causa del poco cibo ha quasi esaurito le scorte di energia. La discesa è molto lenta, anzi quasi nulla. Le dune di ghiaccio ci fanno zizzagare per seguire una via ipoteticamente corretta e senza troppi intoppi. Dobbiamo raggiungere la quota 680, il punto che Robert Peroni ci ha consigliato come uscita. Mentre camminiamo ognuno di noi succhia con parsimonia un pezzettino di cioccolato per assimilare più calorie possibili; alzo la testa ma la fatica me la fa riabassare quasi subito. Davanti a me di alcuni metri si trova Giuliano. Manrico e la Lella sono un centinaio di metri dietro, probabilmente hanno ancora la forza di fare qualche foto. Mentre cammino penso a quello che mangerò appena raggiunto il villaggio di Sondre Stromfiord e poi alla telefonata che farò a mia madre che da 31 giorni non mi sente. Alzo nuovamente la testa e la mia attenzione viene attratta da un piccolissimo puntino nero, distante molti chilometri da dove ci troviamo, ma nella stessa rotta che stiamo percorrendo.

Ripartiamo tutti e quattro assieme, la curiosità è enorme per tutti, e ora io tengo poche volte la testa bassa; più ci si avvicina e più diventa grande la sagoma nera, ma è ancora troppo lontana per vedere di cosa si tratta. Stiamo tirando le slitte in un ghiacciaio di uscita dove è possibile avventurarsi in zone piene di spaccature con profondità inimmaginabili, dove chi ci finisce dentro non ha la possibilità di raccontarlo a nessuno. Giuliano ha un passo lento ma continuo. Lo guardo mentre dondola con il busto avanti e dietro…Ho sete, le labbra sono secche, cerco di bagnarle con la lingua, ma immediatamente un dolore mi ricorda che il mio volto è pieno di ferite causate dal gelo subito nei giorni passati…Ora la sagoma si vede abbastanza bene e non è più sola, ma sono ben due; continuiamo a trainare, alzo il capo e la visione nera piano piano si trasforma in una motoslitta a cui è agganciata una slitta dietro.

In quel momento il mio cervello aveva completamente abbandonato ogni forma di civiltà e di rispetto. Appena mi resi conto che si trattava realmente di una motoslitta e che dietro c’era una slitta aperta con al suo interno un contenitore porta viveri, iniziai a correre come in preda ad un raptus. I miei compagni cercarono di fermarmi, ma io non ne volevo sapere assolutamente. Sganciai la mia imbracatura, che cadde per terra, tolsi gli sci e con qualche barcollo mi avvicinai a quel contenitore di color grigio scuro con due lucchetti. Lo aprii e i miei occhi videro le cose più meravigliose che potevo immaginare in quel momento. Formaggio, pane, biscotti, pasta con ragù, cioccolate, zucchero, caramelle barrette energetiche, insomma credevo fosse tutto un miraggio e che qualcuno da un momento all’altro mi svegliasse, ma non era così.

 

 

 

 

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Temevamo di incontrare il Peteraq, nome inuit che indica il feroce vento catabatico della Groenlandia, al principio della traversata, vicino alla costa, dove è più violento.

Invece c'investì due giorni dopo l’uscita dalla zona critica iniziale.

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POSIZIONE
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LA ZONA DEL GRANDE FREDDO

...Per tutta la traversata, effettuata quasi interamente ad una quota di 2000 metri, la temperatura non si alzò mai sopra lo zero. Il picco più basso fu quando raggiungemmo quota 2550 metri. Il termometro alle sette e mezza di sera piombò a -30 gradi. Il tempo fu nel complesso buono, anche se il vento di nord ovest soffiava così forte che durante i bivacchi eravamo sistematicamente costretti ad erigere attorno alle tende un muro di blocchi di ghiaccio per proteggere il campo....

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2009

...Manrico e la moglie Lella furono subito entusiasti della mia proposta e in men che non si dica convinsero anche l'indimenticato Giuliano De Marchi, altro grande alpinista e accademico del Cai. Brindammo al nostro imminente viaggio con un paio di giri di grappa al pino mugo e, euforici ed eccitati, stabilimmo di partire per la Groenlandia ad aprile del 2000.

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DA EST A OVEST
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l'inizio di tutta la mia storia...

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